SESSO E HORROR, un connubio più che insolito, dal momento che con la locuzione "Sesso e Horror" non si intende far riferimento al binomio "Amore e Morte", "Eros e Thanatos", sul quale i più autorevoli pensatori si sono espressi, ma si vuol introdurre uno spunto di riflessione che si insinua in livelli più profondi della coscienza. Se infatti la Morte si pone, nei riguardi dell'Amore, come un'estremizzazione del desiderio di possesso della res amata, vale a dire "amare qualcuno fino ad annientarlo per averlo solo per sè", il connubio "Sesso e Horror" ha implicazioni più radicali.
Il Sesso è un'estremizzazione ed un completamento dell'Amore, un aspetto irrazionale e passionale di esso. L'Horror è una distorsione della Morte, un proposito di aannientamento che va oltre la Morte stessa, legato per lo più ad un accanimento contro la res amata o desiderata che tende al distacco o comunque risulta irraggiungibile. Ciò vale, ovviamente, in quell'ampia casistica in cui il carnefice si accanisce in maniera sadica e perversa sulla vittima-oggetto ddel desiderio, casistica ampiamente riscontrabile nel reale (si pensi al caso di Andrei Chikatilo, giustiziato a Mosca il 16/02/94) e in molte opere del cinema, di narrativa, arte, etc...
L'abuso di questo tipo può indifferentemente essere consensuale, implicando risvolti masochistici nella vitttima che nutre il bisogno estremo di essere posseduta, fino all'annientamento più totale, annientamento che non si palesa nella "semplice" uccisione, ma si esterna nelle forme più estreme della mutilazione, poichè tende ad eliminare l'integrità e la dignità dell'essere umano. Vi è poi tutto un altro filone, partendo proprio dallo spunto dell'abuso orripilante, definito Tentacle Rape (letteralmente: abuso tentacolare).
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Il Tentacle Rape è un concetto presente in alcuni horror hentai dove creature mostruose dotate di numerosi tentacoli abusano di giovani donne (o, più raramente, uomini).
Creature dotate di tentacoli sono apparse nell'erotismo giapponese molto prima dell'hentai; tra le prime e più famose opere di questo genere spicca un dipinto intitolato "Sogno della moglie del marinaio", shunga di Hokusai risalente al periodo Edo, dipinto che raffigura una giovane donna nell'atto di unirsi ad una piovra. Tale dipinto non pare rientrare nei canoni del bondage, poichè il volto della donna non presenta espressioni di sofferenza o costrizione. |
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Tornando agli hentai, Toshio Maeda (autore di Urotsukidoji, manga pioniere del genere) sostiene di aver utilizzato il tentacle rape per aggirare la legge giapponese sulla censura, che proibisce di mostrare gli organi sessuali nei film, ma non contempla la presenza di tentacoli o appendici simili. Alcuni esempi sono:
-La saga di Urotsukidoji ("Beast") - manga del 1986 di Toshio Maeda, poi trasposto anche in anime, edito in Italia da Edizioni Play Press nel 1994;
-La Blue Girl serie di OAV poi trasposti anche in film;
-Injukyoshi ("Obscene Beast Teacher");
-Shokushu High School [1];
Il Tentacle Rape è stato sfruttato anche nel cinema, inizialmente nei film tratti dagli hentai (si pensi a "La citta delle bestie" (The Wicked City), tratto dall'omonimo manga), poi nel cinema d'autore. Il passaggio è avvenuto, naturalmente, prima in Giappone (si pensi al mitico "Tetsuo The Ironman", all'emblematica scena del sogno in cui il protagonista viene sodomizzato da un tubo metallico fuoriuscito dai genitali della sua donna), poi in Occidente (si pensi a "La Casa", in cui una delle protagoniste viene stuprata dal ramo di uno degli alberi |
poi in Occidente (si pensi a "La Casa", in cui una delle protagoniste viene stuprata dal ramo di uno degli alberi invasati della foresta circostante il casale. O, ancora, si pensi al recentissimo "Silent Hill", e ad una delle scene dell'epilogo, in cui la pudica Cristabella perde la sua tanto preziosa verginità grazie ai tubi mmetallici animati, diramatisi dal letto di morte della povera Alessa).
Ad ogni modo gran parte del genere rientra nell'ambito del BDSM ed in particolare del bondage, quando la "vittima" è imprigionata dai tentacoli.
Ma, come si è visto nel caso del dipinto sopra citato, non sempre si tratta di bondage. si pensi infatti al già menzionato "Tetsuo The Ironman", in cui la donna del protagonista, una volta avvenuta la mutazione di questo, farà volontariamente sesso con lui, rimanendone uccisa. Non si tratta di tentacoli in senso stretto, ma la scena va sicuramente annoverata nel genere in oggetto. |
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