ETIMOLOGIA DEL TERMINE VAMPIRO
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EPIDEMIE IN SERBIA: IL CASO DEL VILLAGGIO DI MEDVEDJA
Dicono le cronache che nel 1731 il villaggio di Medveđa (Medvedja), in Serbia, venne attaccato dai vampiri, provocando la morte di parecchie persone. Venne inviato a compiere le indagini l'ufficiale medico Johannes Fluchinger, che redasse un dettagliato resoconto. Quelli che seguono sono dei semplici estratti, tratti dal servizio in terza di copertina del numero 6 di Dampyr:
Ho condotto l'indagine con la consulenza di altri due ufficiali medici, in presenza del capitano della locale compagnia di hajduk (fanteria serba) e degli hajduci più anziani del villaggio. I quali mi hanno riferito ciò che segue: cinque anni fa un hajduk locale, Arnold Pavle, si ruppe il collo cadendo da un carro. Lo stesso Pavle, in vita, aveva detto di essere stato morso da un vampiro, presso Gossowa nella Turchia serba. Per liberarsi dall'influsso maligno, aveva mangiato terra presa dalla tomba del presunto vampiro. Tuttavia, una ventina di giorni dopo la sua morte, alcune persone dissero che Pavle era tornato a tormentarle ed, in effetti, quattro di loro morirono. I paesani disseppellirono Pavle quaranta giorni dopo la sepoltura e trovarono il suo corpo intatto. Sangue fresco era colato da occhi, naso, orecchie, bocca; camicia, sudario e bara erano pieni di sangue; le unghie delle mani e dei piedi erano ricresciute. Da ciò si dedusse che Arnold Pavle era un vampiro e, secondo l'usanza, gli fu piantato un paletto nel cuore. In quello stesso istante, egli emise un forte gemito e un fiotto di sangue schizzò fuori dal suo corpo. Indi, il cadavere fu arso e ridotto in cenere. Così si dispose anche dei quattro uccisi da Pavle. (...)
Quindici giorni fa una ragazza di nome Stanacka si svegliò a mezzanotte gridando di essere stata aggredita da un certo Miloje, che era stato sepolto nove settimane prima. (...)
Il 12 dicembre del 1731 gli abitanti di Medvedja si recarono al locale cimitero per riesumare le salme e distruggere tutti i presunti vampiri presenti. Con sommo orrore dell'ufficiale, si constatò che molti corpi erano in buono stato di conservazione:
Le teste dei vampiri furono fatte tagliare da degli zingari di passaggio e poi bruciate con i corpi. Le ceneri furono gettate nel fiume Morava.
Questi brani, che sembrano tratti da un racconto del terrore, provengono in realtà da un resoconto di un ufficiale dell'Impero Austro-Ungarico. In realtà ,probabilmente è quasi tutto vero,e si può interpretare così: 1. Il fatto che i corpi siano quasi intatti dipende probabilmente dal clima e dalla temperatura che sono diversi di paese in paese. Probabilmente nella zona dove è avvenuto il fatto la temperatura è abbastanza bassa,è ciò ha impedito ai batteri decompositori di consumare il corpo. 2.Il sangue trovato sul corpo e nella bara proviene dal cadavere. Il sangue al suo interno è fuoriuscito quando la pelle,dopo la morte,si è ritirata,facendo uscire la sostanza ematica dalle aperture presenti( bocca,naso,occhi,orecchie). 3.L'urlo che il cadavere ha lanciato quando è stato trafitto è in realtà,il rumore dei gas provenienti dalla decomposizione del corpo che sono fuoriusciti con forza quando è stato trafitto,facendolo rizzare in piedi e facendo schizzare il sangue fuori. 4.Certe persone sono affette da rare malattie genetiche e cromosomiche che li rendono sensibili alla luce,pallidissimi di carnagione e allergici all'aglio. E' probabilmente da qui che è nato il mito del vampiro. Si può quindi ben osservare come molte delle situazioni e delle atmosfere della letteratura vampirica non sono delle esclusive invenzioni degli autori, ma spesso dei semplici adattamenti delle oscure atmosfere che si respiravano negli sperduti villaggi dell'Europa Orientale.
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