Philip o Psicocinesi di gruppo
Si intende con psicocinesi di gruppo la situazione per cui certi fenomeni fisici avvengono in assenza di un medium riconosciuto, per cui è lecito supporre che tra i presenti si formi una sorta di fusione o sommatoria delle singole capacità paranormali.
Con questa premessa torniamo un attimo alle sedute medianiche e consideriamo una ingegnosa e fruttuosa iniziativa da parte di un gruppo di ricerca canadese. Questa iniziativa meriterebbe di essere ripetuta da altri ricercatori. Questo gruppo, nel 1972, ebbe l'idea di creare dal nulla un fantasma che si manifestasse nelle sedute con il tavolino. A tal fine fu inventato di sana pianta una storia che riguardava un aristocratico inglese del 18° secolo di nome Philip. Furono fissate la storia e le vicende più importanti della sua vita, entrambe inventate da uno del gruppo. La storia di Philip fu studiata e riproposta più volte perché ognuno del gruppo la conoscesse alla perfezione e ne avesse una certa familiarità. Qualcuno si recò in Inghilterra a visitare i luoghi "abitati" da Philip. Alla fine quasi tutti credevano, in un certo modo, nell'esistenza effettiva di Philip. Ed ogni volta che parlavano di Philip uscivano nuovi particolari della sua vita.
Dopo questa fase preparatoria passarono alla sperimentazione vera e propria. Furono organizzate delle sedute nelle quali si invitava lo spirito di Philip ad intervenire. Ma non successe quasi nulla. Uno dei partecipanti venne a sapere che alcuni studiosi inglesi (Batcheldor, Brookes-Smith e Hunt) avevano adottato una metodica particolare che aveva permesso loro di produrre notevolissimi effetti psicocinetici durante le sedute con il tavolino. Le levitazioni erano all'ordine del giorno. La loro tecnica era di affrontare le sedute senza eccessiva concentrazione e serietà, anzi in rilassamento, magari cantando, raccontandosi barzellette, con sollecitazioni affettuose al tavolo di obbedire ai comandi.
Seguendo queste istruzioni non tardò molto che Philip si manifestasse. Il tavolino si mosse, si spostò trascinandosi per la stanza, rispose alle domande conformemente alla personalità di Philip e persino levitò. Si udirono anche numerosi raps. Quando chiedevano sue notizie, Philip raccontava, né più né meno ciò che loro si aspettavano, quello cioè che avevano inventato in precedenza. Philip sembrò sviluppare un po' per volta una sua personalità: dimostrava gusti, preferenze e insofferenze sia per certe cose che per certi membri del gruppo. Una volta uno gli chiese scherzando di mettersi a riposare, magari a gambe in su. Subito il tavolo diede un sobbalzo e si rivoltò con le gambe all'aria, e così rimase.
La creazione di uno spirito fittizio, cioè senza alcuna corrispondenza con un personaggio veramente esistito, ha una duplice importanza. Da un lato facilita l'emergenza dei fenomeni psicocinetici in quanto, mancando un medium ufficiale, vengono a cadere certi blocchi psicologici che emergono quando questi fenomeni stanno per essere prodotti. In altre parole, anche se Philip era inventato, le sedute si svolgevano con lo sforzo di ognuno di crederlo come veramente esistente. In questo modo nessuno dei partecipanti sentiva il peso della responsabilità di aver provocato questi fenomeni perché la responsabilità veniva attribuita tutta a Philip. Un altro punto di interesse di queste sedute con Philip è quello che riguarda l'origine di certi fenomeni che caratterizzano le sedute spiritiche. Essendo Philip un personaggio mai esistito, è lecito supporre che i fenomeni straordinari che eventualmente si manifestano in una seduta siano dovuti ai partecipanti anziché a spiriti di un altro mondo. Su quest'ultimo punto molti non saranno certamente d'accordo, ma è una possibilità che forse potrà essere confermata con altre prove più mirate e più approfondite. |
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