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Micro-PK: Helmuth Schmidt

Negli anni '60 uno scienziato americano, Helmuth Schmidt, fece questo ragionamento: se gli esperimenti di Rhine con i dadi avevano dato molte dimostrazioni dell'esistenza di un'azione della mente sulla materia, allora questo fenomeno doveva funzionare ancor meglio sostituendo i dadi con qualcosa di meno materiale come le particelle atomiche, di peso e di dimensioni infinitamente più piccole rispetto ai dadi, o deboli flussi di energia elettrica. Schmidt costruì dapprima un'apparecchiatura collegata ad un contatore Geiger che misurava il decadimento radioattivo di una sostanza radioattiva. Il soggetto che si sottoponeva all'esperimento doveva cercare di variare il processo di emissione delle particelle radioattive, in più o in meno, il quale processo è quanto di più casuale ed imprevedibile si possa immaginare anche se statisticamente ha un comportamento perfettamente costante. Poi costruì dei generatori elettronici di numeri casuali sui quali i sensitivi dovevano applicare le loro facoltà psicocinetiche. In altre parole, delle sequenze di numeri assolutamente casuali prodotte dall'apparecchiatura elettronica dovevano essere influenzate in modo predeterminato. Ad esempio, se le sequenze di numeri erano costituite da una serie lunghissima di 0 e 1 mescolati casualmente tra loro, ma con tanti 0 quanti erano gli 1, sotto l'influenza dei soggetti ci si aspettava che dovessero essere più numerosi, ad esempio, gli 1 degli 0. Il tutto era visualizzato da nove lampadine disposte in cerchio che si accendevano in senso orario se prevalevano gli 1, in senso antiorario se prevalevano invece gli 0. Questa macchina fu chiamata flipper elettronico. Naturalmente, in mancanza di un'azione psicocinetica, le lampadine si accendevano oscillando attorno ad un punto di equilibrio dato che gli 1 e gli 0 erano numericamente uguali. È chiaro che, tanto più si riescono ad accendere le lampadine distanti dal punto di equilibrio, tanto maggiore è l'energia psicocinetica utilizzata. Ed i risultati degli esperimenti fatti con queste apparecchiature furono quasi costantemente positivi e furono confermati anche da altri noti ricercatori.

 
bruno severi
 

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