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LA LEGGENDA DEI LAURI |
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Secondo la leggenda, un ricco signore di Siponto smarrì, dalle sue mandrie, un toro (simbolo della fertilità maschile). Dopo averlo cercato invano, l’animale fu trovato in una grotta. L’uomo che lo ritrovò gli scagliò una freccia ma, anziché colpire il toro, questa girò su se stessa e colpì colui che l’aveva scagliata (Palmieri, "Scopriamo la Puglia", Adda editore). Il vescovo Lorenzo Maiorano ravvisò, nell’evento, una vicenda soprannaturale. Dopo pochi giorni, apparve San Michele che si dichiarò autore dell’avvenimento. Un anno dopo, Maiorano organizzò una processione con i vescovi di Trani, Andria, Canosa, Venosa e Canne. Giunti alla caverna, trovarono un altare sormontato da una croce e l’impronta del piede di San Michele. Fu celebrata la messa, il Santuario fu consacrato a San Michele e divenne tappa obbligata per i crociati. Michele vuoi dire "che è come Dio" ed è considerato il principe degli angeli. Sarebbe apparso alla fine del Cinquecento a Roma sul mausoleo di Adriano (ribattezzato Castel Sant’Angelo) e in Normandia nel 708 a Mont St. Michel, dove nei pressi c’è una zona chiamata Gargant. Stesso avvenimento in Val di Susa, alle porte di Torino. Secondo una leggenda del Seicento, San Michele sarebbe anche apparso ad alcuni pellegrini "garantendo che chiunque avesse portato con sé una pietruzza staccata dalla roccia della grotta sarebbe stato protetto dalla peste" (Rizzelli Marcucci, Guida insolita ai misteri del sacro in Italia; Newton Compton, Roma, 1999). Un culto molto diffuso, al limite del pagano, che i monaci cercarono di arginare, ma l’utilizzo di questi talismani proseguì di pari passo con la raccolta dell’acqua considerata santa, che colava nella caverna per finire in un pozzetto. Non solo: lo studioso Aldo Tavolaro ha individuato 1’"omphalos", la triplice cinta, sulle pietre tombali della chiesa di Monte Sant’Angelo, simbolo e luogo che avrebbero molti elementi ermetici. Nell’atrio superiore del Santuario, collocata in alto rispetto alla porta di ingresso di destra, c’è una lapide con una iscrizione che recita:
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