Le pietre seguivano un orientamento tale che gli spostamenti del Sole potessero essere seguiti passo passo, come se l’energia solare dovesse essere captata e catalizzata. Ma anche per scandire il tempo, per segnare i solstizi e gli equinozi.
I megaliti, quindi, erano come grandi monumenti sacri per le antiche popolazioni europee? Se i menhir sono pietre fitte, i dolmen sono vere e proprie camere realizzate con pietre verticali, piantate nel terreno, coperte da un lastrone di pietra. Ci sono anche gallerie coperte, e i cromlech (pietre esposte circolarmente) che rappresentano veri e propri allineamenti (in merito vedi l’interessante opera di Castleden, Stonehenge, edizioni Ecig, Genova, ma anche di Centini, Guida ai luoghi insoliti, misteriosi e magici d’Europa, Newton Compton, Roma). In Puglia, come anche in altre parti d’Europa, i dolmen e i menhir hanno subito una forzata "cristianizzazione" e, all’inizio del Novecento, metà dei menhir sono stati distrutti dall’incuria o dai contadini che li hanno utilizzati per le finalità più varie. Altri, semplicemente, sono stati spostati dalla loro sede originaria. Ma menhir e dolmen interessanti ce ne sono ancora, come ha ben spiegato Paolo Malagrinò nel suo volume "Dolmen e menhir di Puglia" (edito da Schena, Fasano). I1 dolmen di Giurdignano (nella foto, ndr), in provincia di Lecce, ha una scanalatura lungo il bordo del lastrone superiore che finisce in una specie di conca per la raccolta. Questo ha accreditato la teoria dei dolmen come luogo sacrificale dove era fatto scolare il sangue della vittima. Ma anche il dolmen di Bisceglie, è un esempio notevole, particolarmente bello, forse il migliore.
Ma chi eresse questi megaliti? Certamente, le antiche popolazioni, ma secondo alcuni studiosi la derivazione potrebbe essere stata celtica, o egizia (dati i precedenti delle piramidi). In ogni caso, pare invece che i popoli europei avessero conoscenze matematiche molte avanzate e per questo erano in grado di erigere questi grandi monumenti. Ma, secondo alcune leggende riportate anche da storici baresi come Sada, in Puglia potrebbero essere arrivati, nella notte dei tempi, discendenti del popolo di Atlantide (i Tuatha dé Danann; vedi: "Il mistero del Graal", di Julius Evola, edizioni Mediterranee, che erano emigrati in Europa e si erano fusi con i Celti.
Altre leggende pugliesi fanno riferimento esplicito ai cicli cavallereschi della materia di Bretagna. Alcuni dolmen in provincia di Taranto, a Bisceglie e a Cisternino sono da secoli dedicati ai paladini della Tavola rotonda. Nell’archivolto dei leoni, nella Basilica di San Nicola, a Bari, ci sono sculture di cavalieri che richiamano la materia di Bretagna. Nella cattedrale di Oria è raffigurato re Artù.
Insomma i misteri sono scolpiti anche nelle pietre. |