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PARANORMALE

Il termine paranormale si applica a quei presunti fenomeni (detti anche anomali) che risultano impossibili da spiegare sulla base delle conoscenze scientifiche finora acquisite. Vengono riferiti numerosissimi esempi di tali "anomalie", quali ad esempio le esperienze extracorporee (1), le esperienze ai confini della morte (2), le percezioni extrasensoriali (3), i fantasmi (4), gli UFO (oggetti volanti non identificati) (5). Gli scienziati ritengono che tali fenomeni abbiano spiegazioni naturali ed accessibili al metodo scientifico (qualora si tratti di fenomeni effettivamente osservati), e denominano pseudoscienze le teorie che danno per certa l'esistenza di fenomeni non dimostrati.
Alcuni fenomeni anomali, ad esempio la fusione fredda, si collocano all'interno di quella che è stata chiamata scienza patologica; mentre alcuni studiosi sono indubbiamente competenti e si attengono a una ricerca scrupolosa, ne esistono di ben meno competenti, per non dire strambi, che studiano i fenomeni in maniera parziale, spesso addirittura ponendo a fondamento della ricerca convinzioni tutt'altro che scientifiche. Al progredire della conoscenza, alcune anomalie vengono accolte all'interno di certe discipline, perdendo così finalmente il loro status di anomalie. Un esempio per tutti può essere quello dei meteoriti, a lungo reputati una favola. Spesso utilizzato come sinonimo, ma allo stato attuale della conoscenza reputato un sottoinsieme, è quello dei fenomeni paranormali, studiati dalla parapsicologia.

I fenomeni paranormali possono essere suddivisi in tre grosse classi:

- Fenomeni mentali, facoltà o stati mentali inusuali, quali ad esempio la telepatia (6), la   chiaroveggenza (7), la precognizione e la preveggenza (8)
- Fenomeni fisici, eventi fisici inusuali controllati dalla coscienza, quali ad esempio la telecinesi (9), la bilocazione (10), la pirocinesi (11), i poltergeist (12), le stigmate (13) o le materializzazioni (14)
-Esperienze extracorporee ed esperienze ai confini della morte.

vedi note alla base della pagina

 
  storia critica del paranormale SORIA CRITICA DEL PARANORMALE   PSICOFONIA   poltergeist POLTERGEIST

 

 

 

psicocinesi PSICOCINESI   PSICOVISIONE
luoghi infestati d'italia LUOGHI INFESTATI PARANORMALE POSSESSIONI TELEPATIA TELEPATIA SETTE
DAGHI DRAGHI   LICANTROPI LICANTROPI   VAMPIRI VAMPIRI  


(1)
Il termine esperienza extracorporea, noto anche con l'acronimo OBE (dall'inglese out of body experience) designa tutte quelle esperienze in cui una persona manifesta la sensazione di essere "uscita" dal proprio corpo fisico, a volte all'interno di un corpo etereo (una specie di fantasma del corpo reale), altre volte in assenza di corpo. Alcuni soggetti riportano di aver mantenuto il contatto col mondo fisico, in particolare di essere stati in grado di osservare (dall'esterno) il loro corpo e l'ambiente ove questo si trovava.
Esperienze extracorporee sono state riferite durante:
- Sonno ipnagogico o ipnopompico (le fasi che precedono immediatamente l'addormentamento o il risveglio).
- Crisi epilettiche.
- Intossicazione da droghe.
- Fasi di psicosi acuta.
- Particolari stati di rilassamento e meditazione.
- Nelle esperienze di premorte (in molti casi questi due termini sono utilizzati come equivalenti, anche se molti studiosi non sono d'accordo con questa tesi).
- Esperimenti del progetto Mk-Ultra.

È indubbia la realtà soggettiva di tali esperienze, ed è scientificamente provato che le esperienze extracorporee siano il risultato di un funzionamento alterato della percezione, che si verifica specialmente sotto l'effetto di droghe, farmaci o in stati di coscienza alterati. Nessuna prova scientifica è stata finora portata contro quest'ultima tesi.

(2) Le esperienze ai confini della morte o NDE (acronimo che sta per Near Death Experience a volte tradotto in italiano anche come esperienza di pre-morte) si dividono solitamente in due grandi gruppi:
- esperienze ultraterrene: il soggetto vive un'esperienza ultraterrena, vedendo a volte strane entità o parenti morti, e visitando luoghi come tunnel di luce o spazi aperti che molti identificano con luoghi biblici (paradiso, inferno, ecc.);
- esperienze extracorporee: il soggetto si allontana in volo dal suo corpo ed assiste agli eventi "dall'esterno".
I racconti dei sopravvissuti alla morte (ad esempio rianimati dopo una grave crisi) e dei soggetti risvegliatisi dal coma costituiscono un corpus di testimonianze piuttosto omogeneo: molte volte infatti le esperienze vissute sono identiche tra loro.
Il maggiore studioso di taglio scientifico di questi fenomeni è il filosofo, medico e psichiatra americano Raymond Moody.
Carl Gustav Jung descrive un'esperienza di pre-morte nel suo testo autobiografico Ricordi, sogni e riflessioni: nel 1944 un incidente, una frattura e un successivo infarto lo avevano portato in coma.

Negli ultimi anni ha dato un rilevante contributo a questi studi e alla loro divulgazione, a partire dal 1989, anche il teologo francese François Brune.

(3) Dette anche ESP.Si definiscono così in psicologia e parapsicologia le percezioni che si verificherebbero senza l’intervento dei sensi: si sentono parole che nessuno pronunzia, si vedono immagini mai viste prima senza averle davanti agli occhi.
Per chi ci crede, questo tipo di percezioni avviene in una condizione di totale passività da parte del soggetto ricevente, che a volte deve addirittura entrare in uno stato di incoscienza perché la comunicazione - chiamiamola così - funzioni.
Il rapporto tra percepire e percezione riguarda quasi soltanto il significato astratto.
Tuttavia anche se raro il significato di percezione si trova ancora in italiano, soprattutto nella lingua del diritto e della burocrazia.
Giuseppe Mazzini, protestando contro l’imposta sul macinato, si lamentava non solo della tassa ma del suo metodo di percezione, cioè del modo prepotente con cui gli esattori imponevano il pagamento.

(4) Il fantasma (o spettro o larva) è un essere leggendario. Ci si riferisce ad esso come ad una presenza incorporea di solito caratterizzata da alcuni elementi (avvolta in un sudario oppure senza testa, contornato da una certa luminescenza, produce un rumore di catene). Del pari anche le circostanze delle apparizioni sono caratterizzate da elementi ricorrenti quali l'ora notturna, i luoghi lugubri e isolati, ecc.
Il vocabolo fantasma, dal greco antico phantasma a sua volta da phantazo "io appaio", aveva il significato di apparizione (intesa come manifestazione soprannaturale) e solo con il tempo il suo significato si è ristretto ad indicare l'apparizione di un defunto. Il fantasma è una figura ricorrente nella tradizione popolare e letteraria, praticamente di tutte le civiltà. Nella tradizione orientale e in quella greca e romana l'apparizione dei fantasmi non è associata al sentimento della paura.

Il fantasma è un tipico personaggio della letteratura horror. Un esempio celebre si trova ad esempio nell'Amleto di William Shakespeare. Nei racconti horror i fantasmi infestano di frequente vecchi castelli o antiche magioni. Nei racconti per bambini, il fantasma può assumere un ruolo positivo.

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