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É l’inizio di un torrido ed apocalittico Aprile quando lo stage di DARKDOOR riceve l’invito a partecipare, il giorno 18 di quello stesso mese, all’ HORROR DAY, giornata dedicata al cinema horror, inserita nell’ambito della manifestazione RIFF AWARDS 2007, evento dedicato al cinema indipendente che da sei anni si tiene nella Capitale. L’invito acquista la priorità assoluta, soprattutto dopo che lo Staff ha appreso che l’HORROR DAY ha luogo per la prima volta all’interno dei RIFF AWARDS e che il giorno 18 casca di Mercoledì (giorno sabbatico).
Il programma appare da subito entusiasmante.
PROGRAMMA
La partenza alle ore 13:30 da Napoli a bordo della mitica Cytroen AX modello Dolly, posseduta dallo spirito di una femme fatale anni 30’, non preannuncia nulla di fausto, dal momento che il sole e l’afa , innaturali per il quarto mese dell’anno, sortiscono un nefando effetto sul darkdoriano Christian, in veste di P.R. seduto sul sedile posteriore.
Con una prontezza degna del compianto Senna il webmaster Mario parte alla volta della città eterna, mentre, al suo fianco, la Capo-redattrice Miriam esterna nefande lugubrazioni sulla gran quantità di incidenti vantata dalla A1 Napoli-Roma.
Durante il viaggio, inseguiti da enormi camion dei quali, come da classico, non si vede il conducente, si discorre del meno e del meno.
Usciti illesi dall’autostrada, al grido: “l’Ade può attendere”, entriamo a Roma dove, inebriati dall’augusta bellezza dell’ Urbe e contrisi dalle vaghe indicazioni di alcuni passanti, giriamo a lungo per raggiungere il DUNE REATAURANT CLUB.
Entriamo in un’impeccabile tenuta in nero, fieri dei cartellini all’occhiello che indicano il nostro grado di partecipazione al grande progetto DARK DOOR.
Ci accoglie cortesemente Erica Monello, la producer coordinatrice dell’evento e dopo aver consumato l’aperitivo offerto dal Dune, veniamo presentati al simpatico e disponibilissimo Marcus Fischer il quale, in un ottimo inglese, accoglie sorridente la richiesta di Miriam di una foto e dell’autografo.

La corporatura massiccia, gli occhiali spessi, il volto rubicondo ed il sorriso schietto fanno di Fischer, all’apparenza, più un docente (di quelli che gli allievi adorano) che un visionario autore di Ghost Stories come Marmorea.
Ansiosi di incontrare anche Lamberto Bava prima della proiezione delle due pellicole, lo cerchiamo con foga. Alla fine, l’incontro.
Il maestro è seduto all’esterno del Dune, circondato dal suo entourage. Visto così sembra un imponente leone, fiero capostipite di una razza assai rara, quasi estinta.
Ci sorride e ci stringe la mano . Firma con grande piacere l’autografo.

Mario, in un encomiabile slancio afferma: “Bava, non facciamo morire l’horror tricolore!”.
E il maestro, con uno sorriso sarcastico e un po’ amaro, dichiara di mettercela tutta e, in poche parole, esterna la sua consapevolezza sugli ingenti finanziamenti che stanno dietro a capolavori horror americani ed asiatici.
Rotto il ghiaccio, Miriam chiede a sua volta: “Maestro, vedremo mai Demoni 3?”.
Lamberto bava fa immediatamente riferimento a come l’idea del terzo atto di Demoni sia (e questa storia la conosciamo già) confluita nel bel film di Soavi, che il maestro chiama affettuosamente Michele – La Chiesa .
E ancora Miriam, toccando un tema “piccante”, chiede: “Maestro, un’ultima domanda, dalla procace Gioia de “Le Foto di Gioia” all’adolescente Cheryl di “Demoni”, quasi evanescente e un po’ scialba. Qual è la donna perfetta da maciullare in un film horror?”
Tutto l’entourage sorride e il maestro, da genio dell’horror, risponde che la vittima perfetta è quella più adatta momento e al contesto viene maciullata!
Dopo i complimenti di Miriam il maestro introduce Coralina Cataldi Tassoni, attice del suo film GHOST SON, in proiezione di li a mezz’ora, la quale si presta, disponibilissima, a foto ed autografo.

La sua notevole magrezza, l’incarnato chiaro in contrasto col vivido rossetto e la frangia anni 30 la rendono una specie di eroina decadente, quasi una rediviva dannunziana, Foscarina Perdita (tra l’altro Coralina pare non disdegnare l’horror, avendo recitato già in Demoni 2 dello stesso Lamberto Bava e in Il Fantasma Dell’ Opera di Dario Argento).
Intanto Mario, dopo aver atteso che il maestro Bava consumasse un’abbondante aperitivo a base di tartine al buffet, gli chiede una foto per il sito.

Ci rechiamo al vicino cinema Nuova Olimpia, mentre la pungente aria del crepuscolo romano rinfresca le nostre membra contrite dall’afa del viaggio.
Prendiamo posto e Manlio Gomarasca, redattore e ideatore di NOCTURNO, presenta il film GHOST SON, il primo in proiezione. È raggiunto dal regista Lamberto Bava che introduce la protagonista Laura Harring, la quale, sfoggiando un sorriso un po’ troppo acceso, afferma, in inglese, di aver apprezzato molto di essere stata diretta dal maestro Bava e di amare molto l’ Africa, scenario del film.
Le luci si spengono la proiezione inizia.
RECENZIONI E CRITICHE DEI FILM VISTI: Ghost Son ( L.Bava), Marmorea (M.Fisher)
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